Newsletter 07/2014 – Crescita e Competitività I

Newsletter 07/2014 – Crescita e Competitività I

Le modifiche introdotte dal Decreto c.d. “Crescita e Competitività”

Il decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 (il “Decreto Legge”), entrato in vigore il 25 giugno 2014 ed attualmente in corso di conversione, introduce una serie di modifiche al codice civile, al Testo Unico Finanziario (“TUF”) ed al Testo Unico Bancario (“TUB”).

Il filo conduttore delle riforma è l’obiettivo del legislatore di rilanciare l’economia, aumentando la competitività delle imprese, con previsioni normative tese alla semplificazione e al risparmio di costi per le società. Di seguito le principali modifiche introdotte alla disciplina delle società.

1. Le modifiche alla disciplina delle società quotate

Viene introdotta, nel nostro ordinamento, una deroga al tradizionale principio secondo cui ad ogni azione corrisponde un solo voto. L’art. 127 quinquies del TUF, a seguito del Decreto Legge, prevede, esclusivamente per le società per azioni quotate o in corso di quotazione, la facoltà di emettere azioni a voto plurimo (fino ad un massimo di due voti) in favore degli azionisti “di lungo periodo” (i.e. 24 mesi continuativi). Per avvalersi di tale facoltà occorre un’espressa previsione statutaria. Il termine di 24 mesi decorre dall’iscrizione dell’azionista in uno specifico elenco che dovrà essere creato dalla società. Il decreto, infine, attribuisce alla Consob il compito di fissare con regolamento le norme attuative di tale disciplina funzionali ad assicurare la trasparenza delle partecipazioni rilevanti per un’effettiva tutela dei soci di minoranza. L’obiettivo è quello di consentire l’accesso alla quotazione mantenendo, per il gruppo di controllo, la posizione di azionista di riferimento senza dover ricorrere alla stipula di patti parasociali o ad altri strumenti di rafforzamento del controllo, tendenzialmente più opachi. Attraverso tale modifica il legislatore ritiene che, oltre a favorire gli investimenti di lungo periodo e una più attiva partecipazione dell’azionista alla vita societaria, le imprese familiari italiane saranno maggiormente incentivate alla quotazione reperendo sul mercato la liquidità necessaria. Non deve essere sottovalutato, però, il rischio che tale nuova disciplina ostacoli la”contendibilità” delle società quotate.

Sempre in tema di società quotate il Decreto Legge modifica, inoltre,il 3° comma dell’art. 2437 ter cod. civ. prevedendo, in caso di esercizio del diritto di recesso da parte del socio, la facoltà di inserire nello statuto un ulteriore criterio di determinazione del valore delle azioni, liberamente prescelto dai soci, diverso dal riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura di mercato nei sei mesi anteriori, purché in concreto più vantaggioso per il socio recedente.

Infine viene introdotta nel TUF una specifica definizione delle piccole e medie imprese emittenti azioni quotate basata su un fatturato di 300 milioni ed una capitalizzazione di 500 milioni. Al fine di incentivarne la quotazione, il Decreto Legge modifica i limiti entro cui diviene obbligatorio effettuare un’offerta pubblica di acquisto ed eleva dal 2% al 5% la soglia delle partecipazioni rilevanti da comunicare alla Consob ed alla società partecipata.

2. Nuovo capitale minimo di 50.000 euro per S.p.A. e S.a.p.A.

Il Decreto Legge riduce l’importo del capitale minimo per la costituzione di una società per azioni da euro 120.000 ad euro 50.000. Tale nuova soglia si applica anche alle società in accomandita per azioni. Attraverso la riduzione dei requisiti di dotazione patrimoniale il legislatore intende favorire la costituzione di società per azioni, ritenendo tale modello societario il più idoneo alla raccolta di fondi sia sul mercato dei capitali di rischio sia su quello dei titoli di debito. L’intervento si pone in linea con le precedenti riforme tese ad apportare una progressiva modificazione della funzione del capitale sociale non più, o non esclusivamente, di garanzia dei creditori sociali, come già accade nei sistemi anglosassoni. È opportuno segnalare le conseguenze che tale modifica avrà con riferimento agli articoli 2446 e 2447 cod. civ. (riduzione del capitale sociale). In tale prospettiva, specialmente in caso di perdita al di sotto del minimo legale, diminuisce anche l’importo dell’entità minima della perdita rilevante ai fini della convocazione dell’assemblea obbligatoria per la ricostituzione del capitale (art. 2446 cod. civ., perdite per oltre 1/3), con il rischio che perdite di esiguo valore possano comunque incidere sull’operatività della società.

3. Il sistema dei controlli nella S.r.l. e nelle cooperative

Al fine di evitare che l’abbassamento della soglia del capitale minimo nelle società per azioni comporti per le società a responsabilità limitata e per le società cooperative a responsabilità limitata l’abbassamento – per relationem – della soglia per l’obbligo di nomina dell’organo di controllo, il Decreto Legge ha abrogato il comma 2 dell’art. 2477 cod. civ. Tale comma prevedeva, infatti, per le citate società l’obbligo di la nomina dell’organo di controllo o di un revisore tutte le volte in cui il capitale sociale eguagliasse o superasse la soglia di capitale minimo previsto dalla legge per la società per azioni. Ad oggi, pertanto, le società a responsabilità limitata e le società cooperative a responsabilità limitata dovranno nominare un organo di controllo, solo nei casi in cui le stesse siano obbligate alla tenuta di un bilancio consolidato ovvero controllino un’altra società tenuta alla revisione legale dei conti ovvero superino per due esercizi consecutivi almeno due dei limiti previsti dall’art. 2435 bis cod. civ. (i.e.: totale attivo euro 4,4 mln, ricavi 8,8 mln, media di 50 dipendenti per esercizio).

> Scarica in formato pdf

 * * *

 Per eventuali approfondimenti non esitate a contattare 4Legal ai recapiti sotto indicati.

4Legal Studio Legale
Via Ariosto 6
20145 Milano
Tel.: +39 02 91776310
Fax: +39 02 91776300
Email: segreteria@4legal.net
Internet: 4legal.net

 

Condividi articolo
LinkedIn
Twitter
Facebook